Durante una recente visita alla Valpolicella, ho avuto il piacere di scoprire uno dei più importanti monumenti romanici del veronese: la Pieve di San Giorgio di Valpolicella.


Origini antiche
Un’iscrizione muraria datata al 712 d.C. farebbe risalire la prima chiesa a età longobarda. L’attuale edificio, risalente all’XI-XII secolo, presenta una pianta a tre navate, con elementi architettonici tipici del romanico.
Tesori d’arte e simboli del sacro
Passeggiando all’interno, si resta colpiti dagli splendidi affreschi del XIII secolo, tra cui spicca una suggestiva rappresentazione dell’Ultima Cena, carica di espressività e devozione. Di grande interesse anche il ciborio longobardo posto nell’area presbiteriale, e l’antico fonte battesimale.
Il chiostro più piccolo che abbia mai visto
Ma forse ciò che ho trovato più affascinante è il piccolo chiostro romanico costruito nel XII secolo: un gioiello architettonico dalle proporzioni intime, tra i più piccoli che io abbia mai visto. I capitelli delle sue colonne presentano forme diverse, con motivi animali e vegetali. Accanto alla chiesa è presente anche un piccolo museo, purtroppo chiuso al momento della mia visita



Una curiosità: mi ha colpito profondamente la presenza nel chiostro, tra una colonna e l’altra, del simbolo della Triplice Cinta. Si tratta di un simbolo costituito da tre quadrati concentrici, uniti da linee mediane, spesso interpretato come rappresentazione della Gerusalemme Celeste o come simbolo di protezione e connessione tra i mondi: terreno, spirituale e divino. Fu adottato dai templari per contrassegnare luoghi di particolare spiritualita’.
Il borgo ed il suo paesaggio
Attorno alla Pieve si è sviluppato un borgo davvero caratteristico, con case in pietra, viuzze silenziose e una piccola piazza che si affaccia su uno dei panorami più belli della Valpolicella: vigneti, cipressi e dolci colline che si rincorrono all’orizzonte.

Un luogo ed il suo silenzio
Ho avuto la fortuna di visitare la chiesa in perfetta solitudine, un’esperienza intensa che mi ha permesso di godere pienamente della sua atmosfera. Un piccolo consiglio: per accendere l’illuminazione interna e ammirare gli affreschi della Pieve, è necessario inserire una monetina, quindi consiglio di portarne una con sé.
Un luogo autentico che consiglio a chiunque voglia scoprire un volto più intimo e spirituale della Valpolicella , a pochi chilometri da Verona !!!!!
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