La Certosa di Pavia con Don Domenico

Avevo programmato da tempo la visita alla Certosa di Pavia. Sapevo della sua maestosità e della bellezza della sua architettura ma non potevo immaginare, però, l’incontro che ha reso tutto ancora più unico.

Davanti al cancello noto un cartello: visita gratuita! Entro e mi dicono di attendere in chiesa la guida. Poi arriva lui, Don Domenico, monaco circestense con il suo camice da lavoro, indaffarato e sorridente. E da quel momento la visita smette di essere solo un giro culturale e diventa un racconto vivo, ironico, pieno di aneddoti e passione. Scopro che è lo stesso frate che ha partecipato a molti programmi televisivi di cucina. Insomma, un personaggio!!! Ci racconta la storia della Certosa mostrando opere, dettagli, monumenti, spiegandoli con quella competenza semplice che non annoia mai. Ogni storia si intreccia con un sorriso, un ricordo, una piccola nota personale. E tu ti ritrovi a guardare tutto con occhi diversi!!!!!

La facciata della Chiesa intitolata a Santa Maria Delle Grazie

Un po’ di storia……..

La Certosa di Pavia fu fondata nel 1396 per volontà di Gian Galeazzo Visconti, primo duca di Milano, come luogo di preghiera e mausoleo dinastico. I lavori durarono più di un secolo e coinvolsero alcuni tra i più grandi artisti del tempo: la struttura mescola infatti elementi gotici e rinascimentali, creando un’armonia unica nel suo genere. Il monastero fu affidato ai certosini, un ordine monastico dedito al silenzio e alla contemplazione. Per secoli la Certosa fu un importante centro spirituale, ma anche un luogo di produzione artistica e agricola: i monaci coltivavano le terre circostanti e preservavano un patrimonio di manoscritti, sculture e opere d’arte. Nel corso dell’Ottocento subì soppressioni e cambiamenti di gestione, passando temporaneamente nelle mani dello Stato. Dopo varie vicende, il complesso venne affidato ai cistercensi, che ancora oggi ne curano la vita religiosa

GLI SPAZI E LE OPERE D’ARTE……….

L’interno della chiesa sorprende subito con il suo equilibrio tra solennità gotica e raffinatezza rinascimentale. La navata centrale è molto luminosa, scandita da altissimi pilastri che accompagnano lo sguardo verso l’altare maggiore. Nel silenzio della navata si trova il mausoleo di Gian Galeazzo Visconti, fondatore della Certosa: un monumento ricco di sculture e rilievi che ne celebrano la grandezza storica. Accanto al mausoleo di Gian Galeazzo Visconti si trova anche il magnifico monumento funebre di Ludovico Sforza, detto il Moro, e di sua moglie Beatrice d’Este.
Raffinatissimo esempio di scultura rinascimentale, il sepolcro celebra l’unione di una delle coppie più affascinanti e influenti della Milano del Quattrocento.

Le statue ritraggono i due sovrani in posa serena, quasi sospesi in un sonno eterno, immersi in un’atmosfera di devozione e regalità.
La presenza delle loro tombe monumentali ( i loro corpi sono in altre sedi) ricorda la centralità della Certosa nella storia dei Visconti e degli Sforza, custodi e protagonisti del suo splendore.

I luoghi più suggestivi del complesso sono i due chiostri: il piccolo chiostro e il grande chiostro. Quest’ultimo mi ha lasciata sorprendentemente senza parole per l’originalità dell’architettura: uno spazio armonioso, dove lungo i portici si affacciano le inconfondibili abitazioni dei monaci, piccole casette a due piani, ognuna con il proprio orto e spazi privati. Non le classiche celle spartane, ma vere e proprie unità indipendenti, pensate per garantire autosufficienza e vita di raccoglimento. Una concezione sorprendentemente moderna, soprattutto se si pensa a quando furono ideate!

La visita si è conclusa con una richiesta di offerta — assolutamente meritata — e un giro al piccolo negozio dove vendono liquori e prodotti fatti da loro secondo antiche ricette monastiche.
Il territorio circostante offre riso di ottima qualità, mentre i monaci producono miele profumato e liquori dal carattere intenso, piccole testimonianze materiali della sapienza tramandata nei secoli.

Qualche giorno fa ho letto che  monaci cistercensi lasceranno il Complesso monumentale della Certosa di Pavia, dove vivono stabilmente dal 1968 . A partire da quella data la gestione del sito passerà unicamente dal Ministero della Cultura. Passaggio forse obbligatorio e doveroso per la tutela del bene, ma non posso negare che provo un po’ di malinconia, perchè …..sono le persone a fare i luoghi e sono i luoghi a ricordarci le persone !!!!!!

UN BREVE VIDEO SULLA CERTOSA DI PAVIA

Lascia un commento